Apre a Oropa il Museo della Montagna

Un luogo per narrare e tutelare la memoria degli alpinisti biellesi con le loro avventure e i loro ricordi. È stato fondato, presso il Santuario di Oropa, il Museo della Montagna, voluto dall'ente comunale di Pollone e dalla Pro loco, con la coadiuvazione di Piacenza Cashmere e del Fila Museum. L'inaugurazione avverrà il 19 aprile, ore 17, in cui sarà illustrata l'esposizione d'apertura, sulla figura di Mario Piacenza.

Questa sarà solo la prima di una carrellata di mostre e progetti realizzati allo scopo di divulgare l'ingente quantitativo di informazioni conservate riguardanti le storie dei molti alpinisti di biellesi amanti delle scalate e delle avventure montane. L'obiettivo, spiega il membro del Fila Museum Annalisa Zanni, è quello di narrare le storie di uomini fuori dal comune, attraversando le leggende dell'alpinismo locale e, in modo particolare, conservare la ricca documentazione foto-scrittografica che, in caso contrario, sarebbe stata destinata al Museo della Montagna torinese, svincolandosi significativamente dal connubio con le nostre terre. L'area del Biellese conta, nella sua storia, molti alpinisti valorosi, che si sono contraddistinti non unicamente sul piano sportivo, ma anche culturale e umano, a partire da Quintino Sella, a cui si deve il Club Alpino Italiano, ente di massima importanza per questa disciplina, a livello nazionale. Il luogo in cui sorgerà il Museo sarà l'area del fu Biella Robe, quindi gli spazi a monte della struttura a scale progettate da Filippo Juvarra. Sarà presente una zona dedicata alle mostre permanenti, composta in modo particolare da fotografie, specifica la Zanni, ma l'obiettivo resta quello di donare una significativa vivacità al polo museale oropense, tramite l'avvicendarsi di esposizioni riguardanti eventi speciali, composte da documenti provenienti dall'archivio centrale, oltre ai reperti storiografici di recente acquisizione. La mostra inaugurale realizzata dall'ente si chiamerà “Un diverso immaginario Monte Kun 1913 – 1988”, dedicato alle avventure alpinistiche di Mario Piacenza, l'unico italiano, nei primi del 900, ad avventurarsi fino alla quota di 7000 metri di altezza, istituendo così un paragone con l'impresa di Enrico Rosso, che, a ridosso del 2000, realizzò il medesimo percorso, ritrovando persino lo stendardo lasciato da Mario Piacenza durante la sua scalata. Durante Ii primo viaggio alpinistico fino alla cima del Monte Kun, alto 7070 m e situato in Himalaya, vi è stata la possibilità di raccogliere informazioni riguardanti la geografia, la fisiologia, e l'etnografia del Monte. L'esposizione ospita delle riproduzioni degli scatti originali custoditi presso la Fondazione Sella, oltre a un video in cui vi è illustrata la scalata di Enrico Rosso, insieme ad una approfondita illustrazione dell'area di ristoro, con i documenti originali inerenti ai 2 viaggi. Mario Piacenza nacque a Pollone il 21 aprile 1884 e morì a Biella il 16 aprile 1957, oltre ad alpinista di successo fu himalayista, esploratore, ed etnologo. Nell'anno 1911 giunse al Matterhorn, mentre nel 1913 istituì il gruppo di scalata del Ladakh, raggiungendo le 2 cime speculari del Nun Kun, alte 7095 e 7147 metri, insieme a Giuseppe Gaspard e Lorenzo Borelli. In seguito scalò lo Z3, chiamato anche Cima Italia, alto 6189 metri. Spesso accomunato a Vittorio Sella, celebre fotografo di montagna attivo a cavallo fra ottocento e novecento, fu anche un apprezzato fotoreporter. La mostra dedicata a Mario Piacenza si protrarrà per tutto l'anno, e sarà visitabile dalle 10 alle 18.