L'importanza del Santuario del Pellegrinaggio

Oropa è un luogo sacro in cui si trova il famoso Santuario, e sono soventi i pellegrinaggi. Il pellegrinaggio e il santuario risultano essere delle manifestazioni sacre che si distribuiscono nel tempo e nello spazio della religiosità e dell'esistenza tout court da millenni. I santuari vengono definiti in quanto posti sacrali, mentre i pellegrinaggi sono i percorsi di fede più idonei per arrivare in questi luoghi.

Tutti e due i fenomeni ci parlano di un legame mistico tra il Signore e i fedeli, alla stregua di quanto accade astrattamente, e di quanto viene invece trasferito oggettivamente in quel determinato sito e tempo. Il clero evidenzia questo grande legame per quanto concerne la praticità e i valori tradizionali. Per quanto concerne l'atteggiamento riguardante il catechismo e i pastori, il pellegrinaggio e il santuario rappresentano un modo per rendere più intenso il fenomeno comunitario e individualistico. Tramite ciò si è infatti in grado di ottenere una maggiore coscienza storica e cultuale, in cui sarà collocata la personalità del fedele, con tutti i risvolti esistenzialistici correlati. Questo luogo è un sito in cui, contemporaneamente, il fedele si sente a casa, e anche estraneo, essendo essa la dimora del Signore, collocata fuori dallo spazio e dal tempo dei mortali. Lo studio parallelo dei culti, e anche le indagini antropologiche concernenti la religione, hanno approfondito quelle che sono le dinamiche, anche economiche, sviluppatesi in concomitanza con l'edificazione di questi luoghi di culto, e degli annessi pellegrinaggi. Nonostante siti di questo genere siano presenti da ere antiche, è unicamente a cominciare da un'era piuttosto vicina a noi che i santuari hanno raggiunto la forma attuale. Fra i documenti latini di stampo religioso, e anche i testi in italiano scritti nell'800, il santuario viene considerato innanzitutto un sito sacrale, dedicato alla protezione dei reliquiari, e, nel complesso, dedicato alla conservazione delle preziosità ecclesiastiche. In questo esso esso viene definito come un luogo in cui la presenza tangibile di Dio viene conservata, e in cui l'aura presenta le caratteristiche della divinità, per quello che è un modo di vivere la fede caratterizzato da segni tangibili e reali della presenza divina. Si tratta, nello specifico, di confermare quelle che sono le proprietà non solo astratte e dogmatiche del Signore, ma di renderle al tempo stesso collocate all'interno di un determinato spazio e tempo, il tutto in unione a quelle che sono le caratteristiche principali della fede compiuta, materializzatasi dinnanzi al fedele attraverso concrezioni uniche e capaci di stabilire con maggiore consistenza il legame. Un rinnovato senso di appartenenza alla fede viene dunque vissuto all'interno del luogo sacro del Santuario, di cui il pellegrinaggio è una parte importante. Il pellegrinaggio, invece, nonostante possegga importanti caratteristiche in comune rispetto al santuario, si colloca all'interno di una posizione in cui il fedele traccia la propria storia attraverso il cammino, coinvolto in un percorso comune che farà sì che i passi del cristiano coincidano con i passi del Cristo, per quella che è una omologia di intenti in grado di avvicinare alla fede. L'importanza della comunione, all'interno della cristianità, avviene dunque attraverso questi due fenomeni, i quali appartengono alla matrice originaria del simbolo, e si collegano con forza alle più alte vocazioni della fede.