Il pellegrinaggio a Oropa del 4 maggio

Uno stupendo giorno di sole, di quelli che non si vedono di sovente nella valle oropense, ad accompagnare il cammino dei fedeli, domenica 4 maggio, nel loro pellegrinaggio verso il Santuario di oropa, allo scopo di omaggiare la Vergine bruna qui conservata.

Di prima mattina, all'alba, si sono presentati circa cento fedeli presso il ritrovo organizzato da don Filippo Nelva, parroco di San Paolo. A pellegrinaggio avviato, nel corso delle varie soste, si sono aggiunti molti fedeli al viaggio, fino a raggiungere un numero triplo rispetto alla quota di partenza, in direzione del sito oropense. Non è giunto, però, all'arrivo, il consueto benvenuto da parte del rettore del Santuario, che ha rivolto, a funzione ultimata, sincere scuse ai partecipanti. A tarda mattinata i fedeli hanno raggiunto le persone arrivate tramite mezzi, fra le quali sono state individuate molte cariche pubbliche. Secondo i più maliziosi ciò non è avvenuto per caso, dato che ci ritroviamo in pieno periodo elettorale, in vista delle imminenti amministrative. Una volta terminata la solenne processione è cominciata la funzione da parte del vescovo Mana che, oltre ad aver menzionato le fasi emblematiche del dì, tra cui l'introduzione dell'intero programma estivo della diocesi e il ricevimento del cuore argentato dalle mani di Dino Gentile, sindaco di Biella, ha inoltrato un comunicato in nome della serenità nella direzione sacerdotale e sociale per le iniziative che interesseranno il Santuario di Oropa, in riferimento al nuovo c.d.a che sarà approvato in autunno, a seguito delle elezioni biellesi. Il vescovo ha dunque messo in risalto il cospicuo contributo della gente di San Paolo, menzionando i 100 anni dalla costruzione ricordando le diverse iniziative per rendere il dovuto omaggio all'anniversario. In ultimo, divulgando i testi evangelici dedicati ai seguaci di Emmaus, ha incentivato gli accoliti, e in special modo le cariche pubbliche, a rivolgersi a Dio affinché non ci abbandoni, in questa epoca buia della nostra storia, allo scopo di non farci avvilire dalle difficoltà ma anzi ritrovare la luce del giusto cammino grazie a esse, rintracciando una filosofia votata alla comunitarietà e all'aiuto nei confronti del prossimo. Mana ha utilizzato una metafora molto sentita dai cristiani, ha parlato infatti di reimparare a spezzare il pane, come simbolo di condivisione del proprio cibo, in nome di un altruismo che sembra sempre più stato messo da parte per favorire logiche di sopruso del prossimo, esplicite e non. Un cammino verso la luce, ha ricordato il vescovo, che non può proseguire senza un sincero ripensamento a quegli antichi e sempre validi insegnamenti che hanno caratterizzato la storia della cristianità e dell'umanità nel mondo. In questo senso condividere momenti di fede uno accanto all'altro, ha spiegato Mana, come in questa occasione, è un modo per riavvicinarci al Signore, la cui voce appare più chiara dentro di noi quando siamo noi a rivolgerci a lui. Infatti unicamente una fede scevra di ogni ostilità saprà ristabilire quel Verbo di Dio troppo spesso oscurato. Mana ha chiuso la messa narrando due fatti che lo hanno coinvolto di persona. Il momento di preghiera, a Fatima, insieme ai sacerdoti, rivolto ai cittadini di Biella e la comunicazione di un'iniziativa speciale che coinvolgerà tutti i fedeli, e che sarà organizzata, a Vercelli, la prossima domenica.