Rimesso a nuovo un mobile ligneo delle Figlie di Maria

Il Santuario di Oropa, che si trova nel cuore della alpi biellesi, è un luogo che racchiude in sé molti stimoli e nature differenti. Il Santuario è prima di ogni altra cosa il cuore pulsante della religiosità popolare locale, grazie alla statua della Madonna Nera che viene conservata nel suo sacello più interno e che da molti secoli ormai è oggetto della venerazione non solo della gente del posto, ma anche di tanti pellegrini che vengono da tutta Italia, da tutta Europa e anche da più lontano.

Il Santuario è un’oasi di bellezza naturalistica incommensurabile: il panorama naturale nel quale è inserito spinge ad elevare il pensiero verso le sfere celesti, tanto appare sovrannaturale nella sua incommensurabile perfezione. Infine, il Santuario è anche una grande opportunità per il territorio, un territorio dove gli antichi mestieri, prima fra tutti la pastorizia che è sempre stata il cuore pulsante dell’economia locale, stanno scomparendo. Fa così molto piacere una notizia che arriva in questi giorni, e che testimonia come l’antico Santuario di Oropa continui a stimolare la ripresa di una manualità perduta, ma che potrebbe invece rappresentare per tanti giovani una possibilità di lavoro, un nuovo futuro in cui il passato venga recuperato con un’ottica nuova e contemporanea. Non tutti sanno infatti che a Biella esiste un istituto educativo molto particolare, nato nel 2012 dalla collaborazione tra Città Studi Biella e Centro di Arti Applicate Kandinskij. Si tratta del MAC (Mestieri d’Arte Contemporanei), che si prefigge l’obiettivo di formare nuove maestranze che siano in grado di svolgere i lavori di una volta, quelli che piano piano sono stati soppiantati dall’industrializzazione e dalla commercializzazione di oggetti usa e getta. Inoltre, presso il MAC si stimola la creatività dei giovani, la loro iniziativa personale, in modo da rianimare una lunghissima tradizione artigiana anch’essa sul punto di scomparire, anche se forse non è troppo tardi per tentare di salvarla. I giovani del MAC sono coinvolti anche in corsi di restauro, e negli ultimi anni hanno avuto la possibilità di rimettere a nuovo e di riportare alla vita molti pregevoli pezzi facenti parte del patrimonio artistico e culturale del biellese. La loro ultima fatica è uno splendido mobile settecentesco che è appartenuto per secoli alla corporazione delle Figlie di Maria che hanno sede presso il Santuario di Oropa. Dopo un lungo periodo di restauro che ha seguito le antiche tecniche di riparazione del legno, il mobile è stato infine riconsegnato alle legittime proprietarie. Il restauro è stato eseguito alla perfezione, e il mobile è tornato agli splendori originali senza per questo aver perduto il fascino che la patina del tempo conferisce a tutte le cose belle. Oltre all’impagabile servizio che i giovani studenti del MAC hanno offerto al Santuario, quello che appare più rimarchevole di questo episodio è il tentativo di dare vita ad un nuovo modello culturale, che rinverdisca una tradizione centenaria e allo stesso tempo fornisca una nuova propulsione vitale all’indotto economico e soprattutto occupazionale del territorio. Al di là di tutte queste considerazioni, il risultato più immediatamente apprezzabile della sinergia che si è creata tra il MAC e il Santuario di Oropa è stata la palpabile soddisfazione di tutti coloro che hanno presenziato alla riconsegna del prezioso mobile: tra di loro c’erano il rettore del Santuario, Don Michele Berchi, Suor Antonietta in qualità di rappresentante delle Figlie di Maria, la responsabile del MAC, Patrizia Maggia, ed infine Enrico Salino, maestro restauratore che ha molo apprezzato il lavoro dei suoi giovani e promettenti allievi.