La sacralità della valle oropense

Sicuramente non si tratta di una fantasia di pochi il fatto che la valle oropense, a oltre mille metri di altezza, rappresenti la sacralità in modo emblematico. Tutt'ora la roccia erratica presso la quale posa la Madonna Bruna si innesta in modo naturale negli edifici sacri, per quello che è un segno imperituro del divino.

Segni che non sono di facile decifrazione, anche per i fedeli, ma che esistono, e quindi sono, vivono, in diretto contatto con i religiosi che giungono in questo luogo. Il colle gravido di neve, grandemente elevato rispetto alla comunque elevata Nuova Chiesa, la quale si trova a ottanta metri dal suolo, restituisce sentimenti puri, il significato di un essere che travalica i secoli, e le molteplici azioni dell'uomo, allo scopo di innalzare la fede in direzione di cime non ancora solcate. In questo modo si genera l'emozione del visitatore, nel momento in cui si giunge presso il sito oropense, a pochi chilometri dalla città biellese. I temerari raggiungono l'alta vetta camminando, più forti della stanchezza, con la certezza che qualsiasi sforzo sarà rinfrancato dalla fede, una volta giunti in questo luogo sacro. Giungere in questo sito devozionale di primo mattino è la scelta più assennata, programmando una intera giornata al Santuario. L'ostensione della Vergine Bruna avviene a partire dalle ore 8. Sono pochi i visitatori presenti a questa ora, e ciò rende ancora più emozionante il momento. Giungendo a Oropa si comprende immediatamente di essere arrivati in un luogo ammantato di sacralità. I monti paiono essere compagni dei visitatori giunti in valle, vigili testimoni dell'umana ricerca della fede. Sono presenti segni di estrazioni rocciose del marmo presente in zona, si trova anche il legno utilizzato per realizzare la splendida e amatissima Vergine Bruna, ci sono corsi d'acqua placidi e continui, a enfatizzare un altro elemento che è fondamento dell'esistenza e dello spirito. Quando sorge e cala il sole poi lo stupore raggiunge il climax, per momenti indimenticabili in contatto con la natura sacrale della valle. In questo scenario fortemente simbolico si intravede la maestosa cupola della basilica, da centinaia di anni sito di raccoglimento spirituale, che mantiene immutata la sua funzione con il trascorrere del tempo. Certo sempre un elemento antropico, ma che si colloca alla perfezione in questo ambiente naturale, simbolo di elevazione della fede in un luogo che è elevazione materica esso stesso. Infatti il sentimento principale che si avverte in questo luogo è di forte elevazione, di estrema altitudine d'animo e di pensiero, anche attraverso la presenza di terrazzamenti. Una volta giunti qui è forte il desiderio di vagare senza un itinerario preciso, guidati dal proprio spirito. Di poco significato sembrano essere le strutture a ridosso del sito, alla luce del fatto che la volontà di giungere velocemente al Santuario è enorme, per farsi avvolgere infine dalla tutela di questo luogo sacro. Qui troviamo il grande chiostro, il quale presenta un gran numero di colonne, suggestive perché stilisticamente originali e grandemente elevate. Giusto in questo punto si coglie l'antico omphalos, il centro di origine, in cui ogni cosa pare circolare attorno alla roccia erratica, che diventò nei secoli il luogo di accoglienza naturale della Vergine Bruna. Una grande sensazione di pace e calma interiore accompagnerà i visitatori.