La disparità tra i sacri monti è destinata a finire

Il Sacro Monte di Oropa potrebbe ottenere un traguardo importante. La tanto sperata equiparazione agli altri sacri monti piemontesi potrebbe essere ufficializzata nel corso del 2014. Oltre a essere un premio meritato, che avvalorerebbe ulteriormente un luogo già prestigioso, ciò si tradurrebbe in sovvenzioni al pari degli altri siti della regione. Il Sacro Monte di Oropa è meta ormai famosissima del pellegrinaggio spirituale, e, oltre a servire da luogo di ritrovo e raccoglimento religioso, offre alla sua utenza un numero di eventi sempre maggiore presso le sale del Santuario: sono, infatti, undici le mostre che nel corso di quest'anno si sono avvicendate, offrendo molteplici spunti di interesse per i visitatori. 

 

Si tratta sostanzialmente della revisione di una legge approvata nel 2009, che prevedeva sì l'equiparazione, ma che non ha mai portato ai medesimi vantaggi economici di cui godono gli altri monti piemontesi. L'unificazione dei sette monti era avvenuta, per così dire, ufficiosamente, perché la questione economica ha certamente incidenza nella buona gestione e nella conservazione del famoso monte, dal 2003 Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. I vantaggi di questa unificazione sono stati esigui e si sono limitati a un riconoscimento formale. È stata la Regione, dopo una serie di legittime pressioni, a mostrarsi disponibile per una revisione della legge approvata quattro anni fa. I maggiori attori coinvolti nella vicenda si dimostrano fiduciosi per un esito positivo, così da ottenere finalmente gli stessi diritti, anche economici, per lo storico complesso biellese. Tra questi c'è Giancarlo Macchetto, amministratore delegato del Santuario, che mostra un fiero ottimismo. Macchetto parla di tempi burocratici che dovrebbero essere brevi dopo il via libera della commissione. Per quel che riguarda il finanziamento, assicura che i soldi promessi, 350.000 euro, sono disponibili, ma che il traguardo più importante sarà raggiunto con l'ottenimento di contributi annuali regolari, e il linea con gli altri siti, grazie alla tanto attesa revisione della legge 19.


La differenza nel trattamento che più si è fatta sentire riguarda la gestione del sito. Il personale di Oropa si è dimostrato efficiente nonostante l'esiguità in numero rispetto agli altri siti. Ma un incremento adeguato del personale, di vigilanza e tecnico, nonché amministrativo, avrebbe giovato, e gioverà una volta ottenuto l'ufficialità della modifica legislativa, in quanto a efficienza. Queste differenze nel sovvenzionamento del Sacro Monte di Oropa rispetto agli altri siti piemontesi sono dovute a diatribe di natura burocratica. Infatti la titolarità della Riserva del Monte fu  passata all'amministrazione del Santuario e al Comune, e un'ulteriore sovrapposizione di enti preposti avrebbe causato un conflitto interno nella direzione. Oltre alla inevitabile confusione nella gestione delle cariche e gli sprechi annessi. È così dal 2008 il Sacro Monte non ottiene sovvenzioni, situazione che ha portato a ingenti problemi nella gestione delle spese di personale, elettricità e riscaldamento. Questo nonostante i cospicui tagli nelle spese attuati negli ultimi anni. E a poco sono serviti gli 890.000 euro erogati dal 2005 al 2008. Cifra ottenuta sì grazie all'istituzione della Riserva Speciale del Sacro Monte di Oropa, ma che da lì in poi non ha avuto seguito. Per questo dal 2008 al 2013 il disavanzo registrato è di 250.000 euro l'anno, e ciò ha reso necessario l'intervento per la modifica della legge del 2009. Fortunatamente la situazione sembra destinata a cambiare in meglio di qui a breve, così da rendere la gestione di questo splendido sito decisamente più serena.