Appello per il salvataggio della storica funicolare di Biella

La città di Biella trova il suo fulcro storico, e il cuore pulsante della città, in un quartiere chiamato Piazzo. La sua storia è molto antica, e comincia nel XII secolo, quando si avviò la costruzione dei primi edifici che diventarono il fulcro del futuro Piazzo, che doveva essere sede del mercato. Il Piazzo si trova su una collina, ad oltre 400 metri di altitudine sul livello del mare, mentre la parte più moderna della città, che è detta Biella Piano, si trova alle pendice del colle.

Al fine di poter raggiungere il Piazzo dalla parte bassa della città, nel 1885 venne costruita una caratteristica funicolare. In Italia, in tutto, ci sono 22 funicolari che vengono usate per il trasporto urbano: una delle più note, protagonista anche di una famosa canzone popolare, è quella di Napoli. La funicolare di Biella si snoda per una lunghezza complessiva di 175 metri, è sorretta da 28 pilastri, di cui il più alto misura nove metri, ed ha un dislivello complessivo di 60 metri. A parte la sua indubbia praticità, questa funicolare costituisce anche una notevole attrattiva turistica per tutti i viaggiatori che soggiornano a Biella, e vogliono recarsi al Piazzo, che oggi è ricco di bar e locali esclusivi.

Non stupisce quindi apprendere che sia scoppiata una forte polemica nei confronti dell’attuale amministrazione comunale quando si è sparsa la notizia che la funicolare sarebbe stata sostituita da un più moderno impianto di ascensori. Ad opporsi a questa ipotesi è stato soprattutto Lorenzo Boffa Sandalina, portavoce della federazione Italiana Lavoratori Trasporti.
Secondo quanto dichiarato da Sandalina, decidere di eliminare la funicolare, forse perché considerata ormai obsoleta o troppo onerosa per le casse comunali, sarebbe un errore madornale per diverse motivazioni. La prima è che già in passato a Biella si è fatto un esperimento simile, realizzando degli ascensori presso il parcheggio del Bellone. Dopo aver affrontato una notevole spesa per l’installazione, i dispositivi di risalita sono ben presto diventati preda dei vandali, diventando, di fatto, inutilizzabili, e costituendo soltanto uno spreco di denaro pubblico.

Seconda motivazione, non meno importante, sta nel fatto che la funicolare fa parte del folclore locale, costituisce uno dei principali motivi di curiosità per i turisti che decidono di visitare Biella, che quindi verrebbe privata di un simbolo molto sentito della sua identità. Da ultimo, ma questo è l’aspetto che preoccupa maggiormente i sindacati, chiudere la funicolare significherebbe far perdere il proprio posto di lavoro a diversi impiegati dell’ATAP (Azienda trasporti Automobilistici Pubblici delle Province di Biella e Vercelli).

In conclusione, Sandalina ha auspicato che l’amministrazione comunale, soprattutto, prima di procedere con qualunque decisione, consulti la cittadinanza, che ha molto a cuore la funicolare e soprattutto il Piazzo, quartiere che, a parere di molti, andrebbe ulteriormente valorizzato per far crescere il prestigio della città di Biella.

Da parte dei rappresentati istituzionali del Comune, la risposta non si è fatta attendere, cercando soprattutto di moderare i toni del dibattito: l’Assessore ai Trasporti, Stefano La Malfa, ha difatti spiegato che la sostituzione della funicolare con degli ascensori, al momento, non è altro che una delle varie ipotesi che si stanno vagliando, al fine di consentire un risparmio alle casse comunali, che si trovano in notevole deficit. Ad ogni modo, ha tenuto a precisare, la funicolare non verrebbe eliminata del tutto, restando come monumento della città, mentre il compito di veicolare le persone tra Biella Piano e il Piazzo sarebbe riservato ai più moderni, e meno costosi, ascensori.